Dalla vocazione consacrata alla missione quotidiana, suor Ana Laura e suor Juanita hanno invitato la comunità a riscoprire la bellezza di vivere alla presenza di Dio e di testimoniare il suo amore.

Una missione che nasce dall'amore di Dio

La 100ª Giornata Missionaria Mondiale, celebrata oggi, domenica 25 ottobre, nelle parrocchie della Comunità Pastorale San Benedetto, è stata un'occasione per riscoprire il significato profondo della missione cristiana. Come da tradizione, l'omelia del sacerdote ha lasciato spazio a una testimonianza missionaria, affidata quest'anno alle nostre suore, suor Ana Laura e suor Juanita, Missionarie del Sacro Cuore di Gesù di Xalapa, in Messico.


Due voci, due esperienze differenti e complementari, unite dalla stessa vocazione: annunciare l'amore di Gesù e accompagnare le persone all'incontro con il Signore.


Suor Ana Laura:
vivere la consacrazione nella grazia di Dio

La testimonianza di suor Ana Laura ha offerto uno sguardo sulla spiritualità delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù di Xalapa, conosciute nella loro città anche come le «suore della Casa Azzurra», dal colore della loro divisa, che richiama la presenza del cielo sulla terra. Il bianco, invece, rimanda al Battesimo e alla grazia ricevuta da Dio.


Al centro della loro vocazione c'è il desiderio di aiutare ogni persona a riscoprirsi figlia di Dio, chiamata a vivere nella sua grazia. Una missione che trova nei sacramenti, in particolare nella Riconciliazione e nell'Eucaristia, una fonte indispensabile: il perdono rinnova il cuore e prepara all'incontro con Gesù, al quale le religiose hanno consacrato la propria vita.


Suor Ana Laura ha ricordato anche quanto sia importante sostenere la vocazione consacrata con la preghiera. Riprendendo le parole del Vangelo, «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!», ha invitato a pregare perché il Signore continui a chiamare uomini e donne disponibili a consacrarsi al servizio del suo popolo e perché chi ha già ricevuto questo dono possa perseverare nella propria vocazione.


La missione delle suore, ha sottolineato, nasce dall'amore del Sacro Cuore di Gesù, che ci ha amati per primo, e guarda a Maria come modello di fedeltà e di dedizione al Figlio.


Suor Juanita: missionari là dove viviamo

Con uno sguardo rivolto più direttamente alla vita della nostra comunità, suor Juanita ha condiviso che cosa significhi essere missionari oggi e come viva la propria missione in Italia.


Essere missionari significa annunciare la fede, aiutare chi è in difficoltà, ascoltare, condividere la propria vita e testimoniare l'amore di Dio. Non è necessario partire per terre lontane: ogni battezzato è chiamato a vivere questa missione negli ambienti di ogni giorno, dalla famiglia alla scuola, dal lavoro allo sport, fino all'oratorio.


La religiosa ha raccontato anche le domande nate dalla sua esperienza in Italia: che cosa può fare una missionaria in un Paese dove sembrano esserci tante possibilità? Con il tempo, ha compreso che anche dove non mancano le opportunità materiali può esserci una profonda fame e sete di Dio.


La frenesia quotidiana, gli impegni e le tante cose da fare rischiano infatti di relegare il Signore all'ultimo posto. Eppure Dio continua ad aspettarci nelle nostre chiese, nella preghiera e nella vita quotidiana, pronto ad accoglierci con misericordia e perdono.


È proprio qui che suor Juanita riconosce il senso della propria presenza: ricordare quanto sia bello vivere alla presenza di Dio e aiutare le persone a riscoprire la gioia di essere cristiani. Un invito rivolto a tutti, perché ciascuno possa diventare, attraverso gesti concreti di amore e di attenzione, un piccolo segno della presenza del Signore nel mondo.


Una preghiera per il futuro dell'Istituto

Al termine delle testimonianze, le suore hanno invitato i fedeli presenti a ritirare un cartoncino contenente una preghiera per il loro Istituto. Si tratta di un gesto semplice, ma significativo, per accompagnare spiritualmente le Missionarie del Sacro Cuore di Gesù di Xalapa, soprattutto in vista del prossimo Capitolo Generale, chiamato a eleggere la nuova Madre Generale.


La Giornata Missionaria lascia così alla nostra comunità un duplice invito: sostenere con la preghiera chi ha consacrato la propria vita al Vangelo e riscoprire la responsabilità missionaria che nasce dal Battesimo.


La missione non è soltanto partire, raggiungere luoghi lontani o annunciare il Vangelo a chi non lo conosce. È anche custodire la presenza di Dio nella propria vita, farsi vicini a chi soffre, ascoltare chi è solo e portare speranza attraverso gesti quotidiani.


Perché, come ci hanno ricordato suor Ana Laura e suor Juanita, tutti siamo chiamati a testimoniare l'amore di Dio: là dove viviamo, con ciò che siamo e attraverso la gioia di sentirci suoi figli.


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